RED JACKETS SARZANA – BENGALS BRESCIA
12 - 28
(0-7; 0-7; 6-7; 6-7)
I BENGALS SONO CAMPIONI D'ITALIA
Segnature:
Bengals - Milesi, trasf. Scarpolini;
Bengals - Milesi, trasf. Scarpolini;
Bengals - Fuffa, trasf. Scarpolini;
Bengals - Zanolla, trasf. Scarpolini.
Barbolla MVP XXIX SUPERBOWL
I Bengals Brescia trionfano nella finale di Ostia. Dopo i due successi del '95 e '96 nella categoria a nove giocatori, giunge, così, il primo titolo italiano assoluto.
Le tigri hanno alzato al cielo il trofeo più ambito al termine di una gara fantastica, una prestazione davvero impeccabile, sia in attacco che in difesa, che non ha lasciato scampo agli ostici Red Jackets.
Eppure la formazione di Sarzana, quale assoluta dominatrice della regular season, era scesa a Roma forte dei favori dei pronostici e del miglior attacco del campionato, un attacco in grado di schierare i tre runner leader delle statistiche nazionali.
Tuttavia, come spesso accade in questo magnifico sport, il migliore attacco si scontrava con una difesa, quella bresciana, veramente eccezionale: il reparto diretto da coach Gomez, compatto e altamente motivato, era infatti quello che più aveva impressionato nella serie A 2009. Neanche a dirlo, di fronte a due forze uguali ma contrarie che si neutralizzano, tutti si aspettavano che a fare la differenza potesse e dovesse essere la pattuglia di runner delle tigri... e così è stato.
Sin dall'avvio della finale, infatti, quella in scena non era certo la replica dei due tiratissimi incontri della stagione regolare: il primo attacco dei liguri si scontrava contro un muro impenetrabile di giocatori in maglia blu e la finale si trasformava nel giro di pochi minuti in un pesante tributo a carico dei talentuosi play-maker in maglia rossa: il regista Buchi in particolare, placcato duramente, doveva limitare per tutta la partita le proprie temibili corse e dopo un secondo contatto, altrettanto deciso, pure i lanci in profondità.
Dall'altra parte, invece, Milesi e Barbolla chiudevano down su down, avvicinando pericolosamente il pallone all'area di meta avversaria. Neanche il tempo di prendersela con la dea bendata per l'ennesimo palo colto dal kicker dei Bengals ed era Turotti ad imbeccare Milesi per la meta d'apertura.
Sbloccato il risultato, aveva inizio il personalissimo show di Barbolla, un'esibizione mai vista in una finale, costruita pazientemente su di una serie interminabile di corse che gli varranno al termine dell'incontro una prestazione complessiva davvero mostruosa (202 yarde), nonchè il titolo di miglior giocatore del Superbowl.
La grande giornata del runner bresciano contribuiva a rendere la strategia offensiva della panchina All-Mex dei Bengals inarrestabile mentre la difesa dei Red Jackets era tanto assorbita dalla preoccupazione di limitare i corridori avversari da subire una seconda meta (fotocopia) ancora sull'asse Turotti - Milesi.
Sul punteggio di 14 a 0 le sorti della finale sembravano segnate quando una meta di Milani pareva riaprire i giochi ma era solo una parentesi: poche azioni ed era Fuffa a ripristinare il distacco di due mete con una splendida azione personale.
Si giungeva, così, ad un finale da antologia con Milani ancora a segno ed un prodigioso Orfeo a bloccare la determinante trasformazione da due punti. L'ansia saliva tra i molti tifosi bresciani al seguito della squadra ma i Bengals apparivano in assoluto controllo, anche nei momenti di maggior tensione del match. Era così una linea d'attacco concentrata e disciplinata come nelle giornate migliori a consentire a Zanola di chiudere le danze con una bella corsa centrale che fissava il punteggio sul 28 a 12 finale.
Scarpolini calciava il quarto punto addizionale su quattro tentativi e le quaranta eroiche tigri potevano finalmente sollevare la coppa più ambita del football italiano: il XXIX Superbowl tra le mani del presidente Baresi, qualche lacrima a rigare visi induriti da decine di battaglie, i visi dei veterani accanto a quelli di molti giovani alla prima esperienza in una finale. Immagini che resteranno per lungo tempo nei cuori di tutti coloro che con passione hanno supportato in ogni modo la squadra.
Anche quest'anno, come ormai d'abitudine, non tutto è stato facile per i Bengals, dal terribile avvio di stagione con quattro incredibili sconfitte, ai mille problemi il cui conto uno sport minore sempre presenta con puntualità, anche alle società meglio organizzate. Eppure, con abnegazione ed infinita pazienza, il team di Baresi ha lavorato nel modo giusto, superando nel corso dei mesi ogni difficoltà ed alla fine anche la squadra si è ritrovata nel momento più delicato per le sorti del campionato.
Lo scudetto giunge così quale giusto premio al lavoro di quaranta ragazzi che per tante settimane hanno sacrificato tutto al football ma anche alla professionalità e al talento del miglior gruppo di tecnici nella storia dei Bengals: il capo allenatore Jaime Suarez, che centra il suo secondo titolo consecutivo dopo lo scudetto 2008 con i Lions Bergamo, l'allenatore della difesa, Gerardo Vera Gomez, il creatore dell'invincibile difesa bresciana e l'ultimo arrivato, coach Trejo Garcia, colui che ha dato una marcia in più all'attacco delle tigri. Insieme hanno saputo plasmare un organico imbattibile, forte di una mentalità solida e vincente.
Il Superbowl premia anche lo staff e la dirigenza bresciana, impeccabili nel rispondere a tutte le esigenze di una formazione di primo livello, sotto la sempiterna guida di un grande presidente quale Virgilio Baresi e di un manager infaticabile dall'entusiasmo contagioso come Enzo Uliano.
Pochi uomini, hanno realizzato un sogno, un sogno inseguito per venti lunghi anni: i Bengals Brescia sono Campioni d'Italia.
AP
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